«Come potete sapere...?» ripigliava Renzo; ma l'oste, già avviato alla cucina, seguitò la sua strada. E lì, mentre prendeva il tegame delle polpette summentovate, gli s'accostò pian piano quel bravaccio che aveva squadrato il nostro giovine, e gli disse sottovoce: «Chi sono que' galantuomini?» «Buona gente qui del paese,» rispose l'oste, scodellando le polpette nel piatto. «Va bene; ma come si chiamano? chi sono?» insistette colui, con voce alquanto sgarbata. «Uno si chiama Renzo,» rispose l'oste, pur sottovoce: «un buon giovine, assestato; filatore di seta, che sa bene il suo mestiere. L'altro è un contadino che ha nome Tonio: buon camerata, allegro: peccato che n'abbia pochi; che gli spenderebbe tutti qui. L'altro è un sempliciotto, che mangia però volentieri, quando gliene danno. Con

