IX. Si trovò sul marciapiede, nella morbida nebbia di una sera d’inverno. Il furore, che gli era costato tanta fatica trattenere, si era dissolto bruscamente come fumo. Un profondo silenzio nel cavo del petto. Anche la strada pareva vuota. Nonostante il rombare dei motori e il lampeggiare delle carrozzerie, il selciato nero fra le vetrine abbaglianti era ai suoi occhi un paesaggio di fogliame e di acqua corrente, lo attraeva come un fiume. Dove correva così, la lunga strada lucente? verso quale favoloso orizzonte? La prolungava col pensiero, lontano, lontanissimo, sempre più lontano, fino a certe sottili strade dorate, di collina in collina, tutte frementi sotto la quieta luna. Vedeva quel biancore salire verso il cielo, perdersi in esso, ridiscendere, dieci volte sparire e ricomparire pe

