CAPITOLO VENTOTTO Kyra era seduta appoggiata alla fredda parete di pietra, gli occhi cerchiati di rosso mentre guardava i primi raggi di sole filtrare attraverso le sbarre, invadendo la stanza di una pallida luce. Era rimasta sveglia tutta la notte come il Lord governatore aveva predetto, rigirando nella sua testa l’orribile punizione che la aspettava. Pensò a cosa avevano fatto a Dierdre e cercò di non pensare ai crudeli modi in cui gli uomini avrebbero cercato di spezzarle lo spirito. Ripensò nella sua mente a migliaia di piani per resistere, per fuggire. Lo spirito guerriero in lei si rifiutava di essere distrutto: sarebbe piuttosto morta. Eppure, mentre rimuginava su tutti i possibili modi di opporsi, di fuggire, continuava a tornare a una sensazione di mancanza di speranza e dispera

