14. Uno strano collezionista

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14. Uno strano collezionista Primo pomeriggio Benito Malaspina scende dall’auto e sbatte lo sportello dell’Alfa Romeo. Nemmeno s’accorge di viale Argonne e delle gemme promesse dai rami spogli dei suoi alberi. Per la testa gli ronzano la moglie, gli esami, il poppante che s’è ritrovato in casa, le attese, le considerazioni inaspettate, i mostri, vampiri e nani e licantropi e macisti, e giornalisti, sbirri assassini e ficcanaso. L’appartamento di Bruno Sacchetti è all’ultimo piano. Venditti apre la porta con facilità, e stavolta Malaspina non si fa bagnare il naso: “Non mi freghi, Venditti: hai preso le chiavi in tasca al cadavere!” “No no, commissa’. Stavolta ho usato alcune, diciamo, vecchie abilità, legate alla mia precedente occupazione...” Le tapparelle sono tutte abbassate, la c

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