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990 Parole

h.04:06 Calogero Spaccafuoco aiutò il nipote a salire sul fuoristrada Nissan. Lo sorreggeva per i gomiti come se al posto del giovane pesto stesse aiutando un ottuagenario moribondo, chiuse la portiera con un colpo secco e ripartì alla volta di Alessandria. A velocità contenuta, il grosso Terrano nero girò attorno alla rotonda di via Conte Verde e proseguì verso il campo sportivo, superando l’Hotel Salera, la caserma dei Vigili del Fuoco e quella della Polizia Stradale. Oltre, digradava un’ampia via chiamata strada Fortino, che collegava quella parte verdeggiante e residenziale della città al centro. Michele Spaccafuoco sentiva le tempie pulsare con assordante regolarità e al suo fianco, rallentando l’andatura a causa delle sue escandescenze, lo zio che urlava nell’abitacolo. «Che minc

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