SCENA 8

2829 Parole

SCENA 8 Con i gomiti poggiati alla bancalina della finestra della cucina, che guarda il mare di Sardegna, sento ancora il profumo del balsamo di tigre, che Ottavia di tanto in tanto, per curare il mal di testa, si spalmava sulla fronte massaggiandosi le tempie. Oggi non bramo incontrare la zingara, ho voglia di rileggere le poesie di Ottavia. La rivedo nella posizione Sfinge, circondata di fogli a tappezzare il pavimento e le parole che le svolazzano attorno come tante farfalle colorate ed in quell’attimo sempre l’ombretto ed il suo sguardo si facevano di un colore solo. Ed ho 26 anni e sono nel momento in cui lei sta scrivendo. Specchiarsi nella parte concava del cucchiaio osservarsi a rovescio pur restando fissato a terra il mio corpo in posizione da sfinge s’invola fuori da se s

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