CAPITOLO XXV Tom fu ancora una volta un fulgido eroe: il beniamino dei vecchi, l'invidia dei giovani. Il suo nome finì sulla stampa immortale, perché il giornale del paese tessé le sue lodi. Qualcuno pensava addirittura che un giorno sarebbe diventato presidente degli Stati Uniti, se non fosse finito, prima, sulla forca. Come sempre, il mondo incostante e irragionevole si strinse Muff Potter al seno, e lo vezzeggiò con la stessa larghezza con cui prima lo aveva maltrattato. Ma questi comportamenti al mondo fanno onore; per questo non sta bene trovarvi da ridire. I giorni di Tom erano giorni di gloria e di esultanza, ma le sue notti erano stagioni di orrore. Joe l'indiano infestava tutti i suoi sogni, e sempre con la sua condanna negli occhi. Quasi nessuna tentazione poteva convincere il

