CAPITOLO TREDICI Riley sentì un lieve brivido, mentre osservava attentamente Wertz. Sono incappata in qualcosa, pensò. Avrebbe voluto avere idea di che cosa potesse essere. “Huh?” Wertz chiese. “Mi ha sentito” McCune disse. “Per chi erano le maschere?” Solo qualche istante prima, Wertz era apparso calmo e sicuro di sé. Ora, improvvisamente sembrava molto ansioso. “Quando arriva il mio avvocato?” disse. “Presto” rispose McCune. “Nel frattempo, che male fa parlare con me? Voglio dire, se non ha nulla da nascondere?” Wertz scosse nervosamente il capo. “Niente affatto” disse. “Non ho altro da dirle. Neanche una parola.” Wertz smise di guardare McCune, restando in completo silenzio, mentre l’agente continuò a ripetere la stessa domanda. Il sospettato era ovviamente irritato e si era

