Gli occhi brillanti di Rune ardono. È impressionante, per gli Dei se lo è. Abbasso le mani e gemo mentre le dita trovano il mio centro pulsante. Sono completamente bagnata dal desiderio, anche se non ho la più pallida idea di come possa entrare. «Assaggia la tua dolcezza», dice, avvicinandosi. Mi sento le guance bruciare ma, quando lascio che un polpastrello umido trovi le mie labbra, ogni somiglianza con il Rune che conosco sparisce. Al suo posto c’è un vero discendente degli Dei, con la fame che gli incide ogni tratto del volto. Un grugnito gli romba nel petto mentre si lancia sul letto: un predatore verso la preda. Il contatto con la sua pelle vellutata contro la mia dovrebbe essere illegale per quanto mi rende bramosa. Rune è liscio ovunque: il modo in cui i suoi muscoli duri sa

