11 * * * * Pavel Che voglia di strapparmi i capelli quando Kayla era scoppiata a piangere. A volte succedeva. Aveva pianto la prima notte in cui avevamo giocato, non durante la scena ma dopo. Aveva bisogno di attenzioni dopo, e io non gliele avevo date. Anche se sapevo che probabilmente era solo una liberazione emotiva dalla tensione della giornata traumatica, mi sentivo il più grande mudak del mondo. Non manifestai la mia angoscia, altrimenti avrebbe solo tentato di bloccare il proprio rilascio nel tentativo di farmi piacere. Le massaggiai il culo con una mano e la schiena con l'altra. Non mi interruppi per chiederle se stava bene o cosa fosse andato storto. Magari non ero il dominatore più esperto che esistesse, ma ne sapevo abbastanza da rendere quello uno spazio sicuro per tutto ci

