Capitolo 12

1336 Parole

12 Pavel La mattina successiva spinsi al limite la mia piccola schiava per ore tenendole la bocca tra le gambe. Pianse, battendomi i pugni contro le spalle, implorando il rilascio. Era una brava sottomessa, sempre in attesa del mio permesso. Non che l’avrei punita se fosse venuta. Non dopo che l’avevo distrutta la sera prima. E comunque, anche in caso contrario, ero stato troppo brutale. Stavo iniziando a pensare che non c'era dolore che le infliggessi che non percepissi io stesso. Strano, per un sadico freddo come la pietra. Quando stavo per morire di bisogno io stesso, la mettevo in ginocchio e sugli avambracci e la scopavo fino a quando non singhiozzava. Lì non mi sentivo male per le sue lacrime. Era l'unico tipo di pianto che volevo da lei. Il tipo dovuto al troppo piacere che dop

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