Capitolo XXVIII-3

1440 Parole

«A riavere mio figlio. Voglio che venga a stare con me, voglio poterlo vedere tutti i giorni, voglio che si abitui a volermi bene, e voglio potergli voler bene. Lo so, è il mio destino, non posso avere la gioia che hanno tanti innamorati, non posso vivere insieme alla donna che adoro: ma almeno voglio avere vicino qualcuno che parli di te al mio cuore, che in qualche modo ti sostituisca. Vivo troppo solo: il lavoro, la gente che devo vedere, non sono che un peso, e basta. L'ambizione, poi! Lo sai, è sempre stata una parola senza senso, per me, da quando ho avuto il piacere di essere preso in forza da Barbone, alla cittadella. Mi sento addosso una tale malinconia, quando non sono con te, che tutto quello che non riguarda il mio cuore mi sembra ridicolo...» A vedere il suo amico così triste

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