Capitolo XVI-2

2576 Parole

Considerò a lungo la possibilità che Fabrizio fosse colpevole. Non l'avrebbe poi considerata una gran colpa, se un gentiluomo come suo nipote avesse voluto levarsi dai piedi quel villanzone d'attore: ma il fatto è che, disperata com'era, incominciava vagamente a intuire che era proprio per dimostrare l'innocenza di Fabrizio che avrebbe dovuto battersi. «No, c'è una prova decisiva. Fabrizio è come il povero Pietranera, ha sempre addosso un mucchio di armi: e invece quel giorno aveva soltanto un fucilaccio che si era fatto prestare... Ah, lo odio, il principe, perché mi ha ingannata, e ingannata nel modo più abietto! Mi firma quella lettera, e poi manda a arrestare quel povero ragazzo, a Bologna... Ma lo regoleremo, questo conto!» Erano le cinque del mattino. Era sfinita. Suonò il campanel

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