Dunque, Fabrizio - dato che bisogna raccontare proprio tutto - accompagnò la madre fino al porto di Laveno, sulla riva sinistra del Lago Maggiore, quella austriaca, e la marchesa sbarcò verso le otto di sera. (Il lago è considerato zona neutra, e chiedono il passaporto soltanto a chi sbarca.) Ma appena si fece buio sbarcò anche lui sulla riva austriaca, in un folto di alberi che arrivava fin sull'acqua. Aveva noleggiato una sediola - una specie di calessino molto veloce - e poté seguire la carrozza di sua madre tenendosi a una certa distanza. Aveva indossato la livrea dei domestici di casa del Dongo, e a nessuno dei poliziotti e doganieri che incontrò lungo la strada venne in mente di chiedergli il passaporto. A un quarto di lega da Como, dove sua madre si sarebbe fermata per passare la no

