Capitolo IX

2996 Parole

Capitolo IX Fabrizio era tutto eccitato dai discorsi di don Blanès, dallo sforzo che aveva fatto per non perdere una parola, dalla gran stanchezza. Stentò molto a addormentarsi. Poi venne un sonno agitato, pieno di sogni, di presagi, forse. La mattina, alle dieci, si svegliò di colpo. Il campanile tremava tutto, sembrava che da fuori venisse un rumore spaventoso. Saltò in piedi, sgomento, pensando a qualche disastro, poi pensò di essere chiuso in una prigione. Ci volle un po', prima che riconoscesse il suono del campanone. Lo suonavano in onore di san Giovita, e ci si mettevano in una quarantina, anche se dieci sarebbero bastati. Cercò un posto da cui poter vedere senza essere visto. Da quell'altezza si poteva vedere il parco e anche il cortile interno del castello di suo padre. Se n'era

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