{ELARA}.
Restai basita per quello che aveva fatto Damiano ma ero felice, alla fine avrei potuto raccontare alle mie sorelle del mio primo bacio.
Sentii Mike raggiungermi alle spalle.
Dal suo respiro, la rabbia era svanita e alzai gli occhi per guardare nei suoi.
Aveva un'espressione delusa, come se qualcuno gli avesse appena rubato qualcosa sotto al naso.
Feci come aveva detto, chiusi la porta ed entrai in casa.
Ero arrabbiata, mi aveva mentito sul rito.
"E quindi mi hai trattato come una bambina anche nel giorno in cui sono diventata grande per la comunità."
Sussurrai risentita e mi voltai verso di lui, restando nel centro del salone.
"Non sopporto più questo modo di fare!
Mi tratti come una bambina, come se non fossi in grado di prendere le mie decisioni!
Damiano mi vede come una donna, mi rispetta e apprezza la mia intelligenza.
Tu invece...tu e Logan mi soffocate con la vostra protezione, come se fossi fragile e incapace di badare a me stessa!"
{MIKE}
Le parole di Elara mi colpirono come uno schiaffo, che si unì alla sensazione di pugno allo stomaco alla vista di quel bacio rubato.
Non mi aspettavo una sua ed una mia reazione così forte e per un attimo restai sorpreso di quelle emozioni.
Non sapevo come replicare, perché in fondo, Elara aveva ragione.
La mia preoccupazione e il desiderio di proteggerla mi avevano portato a trattarla con condiscendenza, senza rendermi conto di quanto questo la ferisse.
Rimasi in silenzio per un momento, assorbendo le parole di Elara, metabolizzandole.
Il mio sguardo si fece più cupo, ma anche più intenso.
"Non è mia intenzione trattarti come una bambina."
Risposi infine, con voce roca.
"Voglio solo proteggerti... da cose che tu non puoi ancora comprendere."
"Comprendere cosa?"
ribatte Elara, con tono di sfida.
"Cosa c'è di così pericoloso nel provare dei sentimenti?
Perché ti ostini a tenermi all'oscuro di tutto?"
Mi avvicinai a lei, il mio sguardo si fece più penetrante.
"Mi dispiace, Elle.
Davvero."
Dissi risentito e poi la guardai dall'alto del mio 1.95, studiandola qualche minuto.
"Sei cresciuta, Scricciolo.
C'è poco da fare."
Le dissi in un sorriso malinconico, dandole un buffetto sulla guancia.
"Ma sei cresciuta come la tua natura ti dice, ed è decisamente diversa da quella delle tue coetanee qui.
Tu sei più... pura.
Sto cercando di spiegartelo ma so già che mi incarterò nel discorso."
Ammisi arreso all'evidenza.
Sospirai, sapendo che era arrivato il momento di affrontare la situazione.
"Ci sediamo sul divano, ti va?"
Le chiesi indicandolo, poi andai li e mi sedetti, sprofondando nella stoffa del sofà, le gambe piegate con i piedi a terra e le braccia poggiate sulle ginocchia, la schiena curva.
Passai le mani sulla nuca abbassando la testa e poi la rialzai per guardare lei.
"Elle, devi capire... le cose cambiano.
Tu sei cambiata."
Iniziai a dirle.
"Cosa vuoi dire?
Sono sempre la stessa!"
Elara incrociò le braccia al petto, sfidandomi con lo sguardo, avvicinandosi al divano.
Passai una mano sul mento, cercando le parole giuste.
"È difficile da spiegare, ma... Giove... ti vede in modo diverso ora."
Cercai di spiegare andandomene per vie larghe.
"Giove? Cosa c'entra lui?"
Elara mi guardò confusa, percependo che c'era qualcosa di strano nell'aria.
"Giove... percepisce la tua... crescita.
E questo... influisce su di me."
Esclamai un po' imbarazzato, ma il mio tono era denso di significato.
Elara lo guardò, gli occhi spalancati.
"Cosa vuoi dire?
Mi stai spaventando."
"Non voglio spaventarti, Elara. Voglio solo che tu capisca che... le cose sono cambiate.
E che devo... controllarmi, da ieri notte."
Percepii il suo corpo in balìa di un brivido.
"Controllarti? Cosa devi controllare?"
Abbassai lo sguardo, incapace di sostenere il suo in quel discorso.
"I miei istinti, gli istinti che ha un uomo verso una donna."
Sussurrai con la voce roca.
"Istinti?"
Elara ripeté, la voce un sussurro, si mosse e venne a sadersi accanto a me.
Annuii, il viso contratto.
"Istinti che... non sono facili da gestire soprattutto dormendo con te o con te che vai in giro svestita così."
"Ma Mike... io non..."
Mike la interruppe, posandole il dito indice sulle labbra.
"Scimmietta, tu chiami Madre mia madre, ma noi due non siamo fratelli.
Io non ti vedo come una sorella o meglio, Giove non ti vede assolutamente così.
Il mio istinto... non fa distinzioni: sei una donna, punto."
Sentii il suo cuore che le martellava nel petto.
"Quindi tu mi tratti da bambina perché hai paura che se mi tratti da grande, Giove sarebbe fuori controllo? Anche Logan?"
Sospirai, sapendo che avevo detto troppo, ma anche troppo poco.
"Devi solo fidarti di me, Elara.
Devo proteggerti... da me stesso."
In tutta risposta lei iniziò a camminare nervosamente per la stanza, la lunga camicia da notte di seta che ondeggiava ad ogni passo.
La seguii con lo sguardo, con Giove che ringhiava di frustrazione.
"Dì."
Le dissi fermandola con uno sguardo.
Si voltò verso di me come se stesse mettendo in fila qualcosa nella sua mente.
"Quindi improvvisamente diventerai un estraneo? Che mi guardi come... come se fossi un pericolo?"
Sorrisi, alzandomi e mi avvicinai a lei, afferrandola per un braccio.
"Non sei un pericolo, sei solo il mio personale Devasto.
Sei Katrina per James e sei il piccolo Danno di Logan.
Vorrà pur dir qualcosa se hai per soprannomi tre cose potenti, non credi?
E non diventerò un estraneo, hai dormito con me mi sembra, stanotte."
Lei incrociò le braccia al petto, il tessuto della camicia che sottolineava le sue curve.
"Giove è parte di me, Elle.
Così come Bestia lo è di Logan ed Enigma lo è di James.
E loro... loro ti vedono come una donna."
Elara arrossì, ma non distolse lo sguardo.
"Cosa vuoi dire?"
Mi si avvicinai a lei, il viso serio.
"Voglio dire che... che sei cresciuta. E che gli altri Lupi... lo notano.
Hai un corpo che prima non avevi."
Dissi guardando in basso, indicandole con lo sguardo la curva dei suoi seni.
Lei seguì il mio sguardo, poi mi guardò, arrossendo.
"Gli altri Lupi? Cosa c'entrano gli altri Lupi?"
Sentii la gelosia mordermi lo stomaco.
"Damiano... ti guarda, Elara.
E Giove... non lo sopporta.
Così come Bestia.
Forse l'unico che sopporta meglio la cosa è James, era piccolo quando sei arrivata e credo che ti veda come una sorella, Enigma compreso.
Sei cresciuta qui, i nostri Lupi hanno qualche problema di territorialità probabilmente."
Le dissi cercando di sdrammatizzare.
Elara sgranò gli occhi, sorpresa.
"Damiano? Ma lui è... solo Damiano, è innocuo. Ed anche il suo Lupo lo è.
Scossi la testa, un sorriso amaro sulle labbra.
"Non è innocuo, Elle, è un Lupo, tutti noi siamo Lupi.
E tu... sei una femmina.
Una femmina che attira la nostra attenzione.
Aspetta... tu conosci il nome del Lupo di Damiano?"
Chiesi assottigliando gli occhi.
🐺 BUONGIORNO MIKE. CI SIAMO SVEGLIATI.
Lei non mi rispose, non era capace a mentire.
"O...k.... immagino non me lo dirai e tantomeno mi dirai il suo nome come mi auguro tu non gli abbia detto dei nostri."
Mi fece di no con la testa.
"E va bene. Diciamo che va bene."
Esclamai contando fino a 64737282.
Non capisco perché te lo abbia detto dato che non abita qui, ma va bene.
🐺 QUESTA COSA NON CI PIACE.
Si voltò verso di me, finalmente col corpo meno teso.
"Quindi tu sei geloso? Di me?"