24Cinque anni di reclusione. Sono tanti? Pochi? Abbastanza? Ascolto annoiato l’esito della sentenza letta dal mio legale di fiducia, l’avvocato Vittorio Zucconi. Io non ho voluto presenziare. Che senso avrebbe avuto? Lui, conciso e imperativo, racconta di un processo breve e intenso ma dal risultato scontato. Di parti che si sono scontrate in prevalenza sul conteggio aritmetico tra attenuanti e aggravanti in un gioco strategico e maniacale, e di una tensione piuttosto fastidiosa da parte dei giornalisti. Tutto qui. «In appello sei fuori!», esclama categorico frugando nella borsa in cuoio. Io lo osservo senza rispondere. In questo preciso momento non provo nulla. Assolutamente nulla. Lui inforca degli occhiali da vista e mi legge delle cose. Ma io sono già altrove con la mente. Non mi

