«Lo stai facendo di nuovo,» disse King in tono gentile ma fermo. «Faccio cosa?» Lo stupido? Quello strano? Insopportabile? «Fai delle supposizioni su cosa sto pensando. Non mi pento di essere qui, e credimi quando lo dico, perché in caso contrario te ne accorgeresti. Non userò giri di parole con te. Se ti preoccupa ciò che penso, ti basta chiedermelo.» Poteva essere così semplice? Leo valutò quelle parole e cercò lo sguardo di King. I suoi occhi erano colmi solo di sincerità. «Okay.» «Adesso dimmi cosa c’è che non va. È la tua glicemia? Hai bisogno di mangiare qualcosa?» Che? Quel suggerimento confuse Leo. Scosse la testa, ed era pronto a dire a King che stava bene quando l’uomo si mise un dito sulle labbra. Erano molto belle, ma d’altra parte perché non avrebbero dovuto? Era facile p

