«Bene,» grugnì. Quando ebbero terminato di riesaminare ogni cosa, il sole stava sorgendo, quindi finirono tutti con il dormire lì: i ragazzi presero le camere da letto al piano di sotto, Leo dormì nel futon di sopra e King si coricò sul divano accanto a lui. Nonostante l’ora tarda, King non era uno che dormiva fino a tardi. Non si alzò come al solito alle cinque e mezzo, ma fu in piedi per le sette, il che suppose fosse dormire fino a tardi per lui. Attento a non svegliare Leo, si tirò su senza fare rumore e si stiracchiò. Il divano in realtà era molto comodo, i cuscini estremamente soffici. Lanciò un’occhiata al giovane, che era rannicchiato su un fianco, i capelli arruffati, senza occhiali e con le labbra leggermente socchiuse mentre dormiva. Resistette all’impulso di passargli le dita

