Vinter si alzò prese i piatti ormai vuoti dal tavolino. «Suppongo che non ci sia molto altro da fare se non leggere un po’, a questo punto». Lei inarcò un sopracciglio. «Non credo che la tua serata finirà con un buon libro, mi dispiace. Credo che invece ti incatenerò». «Mi incatenerai?» rise lui. Poi tornò serio. «Non devi farlo». « Voglio farlo». Vinter si accarezzò il mento. Sembrava tentato. Sì, a considerare dal modo in cui aveva iniziato a respirare più velocemente... sembrava parecchio tentato. «Starai attenta?» «Attentissima». Era chiaramente a disagio. Le consegnò uno dei tiranti di riserva per ancorare l’areostato, un cavo flessibile, intrecciato a sottili filamenti metallici, spesso almeno cinque centimetri. «Non sono sicuro che sia una buona idea» disse, senza guardarl

