Chapter 11

2138 Parole

XILa sfera nera Il 30 di aprile, giovedì, Dario Morganti si svegliò di buonora. Bevve un caffè preparato in fretta, uscì di casa e s’avviò. Micca lo seguì sbraitando, stiracchiandosi sulle zampe. Nella capanna adibita a rimessa afferrò il decespugliatore, impugnò la latta di miscela, e raggiunse il fosso dei cani all’altezza del punto individuato con l’aiuto della mappa. Dopo pochi tentativi il motore ronzò e il disco incominciò a girare. Lavorò con lena per oltre tre ore, ripulendo il fosso dai rovi, dagli sterpi, dalle piante di ortica, dai lunghi fusti di sambuco selvatico. Notò una catasta di pietre e di sassi coperta da una crosta di muschio e lichene. Sembrava una catasta artificiale, come se fosse stata messa lì apposta a coprire qualcosa. Sollevò le pietre a una a una sistemandole

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