Si sfilò e mi resi conto di quanto mi bruciasse tutto. Sentii il suo seme colarmi tra le natiche, rovente. Mi stesi su un fianco, ancora senza fiato. DeVrai si stese accanto a me, nello spazio angusto del suo letto. Si liberò delle scarpe, dei pantaloni, delle mutande. « Questo è più o meno come lo immaginavo» disse. Sorrisi appena. «Più o meno è come lo immaginavo anch’io. E hai ragione: saranno otto pollici e un terzo, suppergiù». Finii di spogliarmi, per poi infilarmi sotto al suo piumino. DeVrai scivolò accanto a me. Mi appoggiai al suo corpo, posando la testa vicino alla sua. «L’ho misurato, eh. Non sparavo mica cifre a caso». «L’hai misurato» sorrisi. Lui sbuffò. «E dai, lo fanno tutti». «E alla fine non sei impotente. Cioè, l’avevo già capito, ma ora sono proprio sicura». M

