Punto di vista di Johnathon
Finalmente l'ho fatto. Finalmente ho detto a Flair di volere il divorzio. Charlotte si strinse a me, strusciando il suo corpo lussurioso mentre ballava, i lunghi capelli sciolti sulle spalle, il vestito attillato e firmato che non lasciava nulla all'immaginazione. Era nel suo elemento, mentre la musica suonava, attirando l'attenzione di diversi uomini che mi guardavano con invidia. Non potei fare a meno di sorridere. Charlotte Deluca era mia e il mio volto era pieno di soddisfazione.
Non potei fare a meno di provare un piccolo brivido quando pensai a Flair. Eravamo sposati da tre anni e avrei potuto essere un po' più gentile nel modo in cui aveva scoperto il mio tradimento. All'inizio avevo resistito alle avances di Charlotte, ma man mano che passavamo sempre più tempo insieme, diventava sempre più difficile dirle di no. Era stata insistente e a quale uomo non piace che una bella donna lo perseguiti? Soprattutto una donna ricca che ha le conoscenze e il potere per farlo diventare miliardario? Flair non era nulla in confronto a questa donna e, sebbene fosse fedele, non poteva migliorare il mio status o aiutare il mio studio legale come avrebbe fatto Charlotte. Guardavo al futuro e mi lasciavo alle spalle tutto ciò che mi avrebbe ostacolato.
Afferrai Charlotte per la vita, godendomi la sensazione della sua vita, inalando il suo dolce profumo, con l'acquolina in bocca. Lei sorrideva alle sue spalle, con la schiena appoggiata a me, con uno sguardo consapevole. Sentivo che il mio cazzo si stava indurendo e mi sono subito adeguato. La girai e la baciai, sentendo le sue labbra contro le mie e il suo piccolo gemito che mi eccitava. Le afferrai i capelli e cercai di dominarla, lasciandola ansimare quando ci staccammo.
“Tienilo per dopo”, disse Charlotte facendo le fusa, con gli occhi che brillavano.
“Oh, sai che lo farò” mormorai ‘ma puoi biasimarmi se voglio un assaggio?’. Le respirai all'orecchio.
Lei ridacchiò, lisciandosi il vestito, con i seni che si tendevano contro la stoffa. Improvvisamente si fermò, con un'espressione di smarrimento sul viso. La vidi sbattere le palpebre e socchiudere gli occhi. “È impossibile”, disse e poi indicò, mentre io giravo la testa per guardare: ‘È Flair?’, disse.
Aprii la bocca per negare, ma la donna che ballava con un altro uomo sulla pista era la mia futura ex moglie Flair. Inspirai bruscamente. Non assomigliava affatto alla Flair a cui ero abituato. Invece dei tradizionali pantaloni da yoga e del crop top, indossava un bellissimo e aderente abito da cocktail nero che metteva in risalto la scollatura e aveva uno spacco laterale. Le scendeva appena sopra le ginocchia e le sue gambe sembravano lunghe e snelle. I suoi capelli, un misto di mèches bionde e castane, erano lisci e disposti a strati intorno al viso. Era truccata e i suoi occhi sembravano fumosi e sexy. La mia bocca si aprì quasi per lo shock. Era stupenda. Splendida. Un'ondata di gelosia mi attraversò.
Charlotte sembrava irritata. Mi afferrò il braccio. “Vedi come sta ballando con quell'uomo?”, disse incredula "Guarda quella sgualdrina", sibilò.
La Flair stava ballando dando le spalle all'uomo, scompigliandosi i capelli e con aria civettuola. Ero sotto shock. Sembravano intimi, la sua amica Rachel ballava lì vicino. Mi guardai, improvvisamente sopraffatto dalla rabbia e pieno di sospetti. Flair aveva frequentato quest'uomo mentre eravamo sposati? Ignorai deliberatamente il fatto che avevo una relazione, provando un sentimento violento nei confronti dell'uomo che ballava con Flair. Charlotte mi guardò, vedendo la rabbia sul mio volto.
Mi diressi verso di loro, scrollando via la mano di Charlotte che mi seguiva. I miei passi erano forti e decisi. Flair rimase indifferente, finché non mi trovai sulla sua strada, in piedi proprio di fronte a lei, con gli occhi fissi su di lei. Si fermò, il suo corpo si irrigidì e sul suo volto comparve un'espressione di shock. Era così impegnata a ballare con il suo accompagnatore che non si era accorta di ciò che la circondava. Charlotte si mise accanto a me, con un piccolo sorriso sulle labbra. L'uomo con cui Flair stava ballando le si affiancò, con un'espressione di fastidio sul volto. Lo guardai. Indossava un abito firmato, un orologio che sembrava un vero Rolex e le sue scarpe sembravano di vera pelle italiana.
Gli occhi di Charlotte si restrinsero. "Bene, bene, bene Flair", disse beffarda, prima che potessi parlare, '"alla faccia del cuore spezzato per il tuo divorzio", aggiunse, fissando intensamente l'uomo con lei.
Gli occhi di Flair si accesero: “Non hai alcun diritto di parlarmi, Charlotte”, disse gelidamente, “e non sono affari tuoi chi sia quest'uomo”.
“Chi è?” Sbottai, respirando pesantemente, guardando l'uomo con disprezzo mentre mi fissava divertito “È il tuo amante Flair? Non ci hai messo molto a trovare una spalla su cui piangere, o vi frequentavate già prima che chiedessi il divorzio?”. Le chiesi con tono deciso.
Lei mi guardò indignata, mentre l'uomo mi fissava freddamente. “Non hai il diritto di chiedermi questo”, disse lei amaramente ”Mi hai tradito, ricordi Johnathon? O l'hai convenientemente dimenticato?” chiese con aria di sfida, scostandosi i capelli dalle spalle, mentre Rachel si avvicinava con calma a lei e lanciava occhiate a Charlotte.
Strinsi le mani a pugno: “Rispondi alla domanda”, sbraitai.
“Chi sei?” Chiesi all'uomo.
Lui mi rivolse un sorriso freddo “Francamente, non sono affari tuoi chi io sia per Flair” disse allegramente “Un cane come te dovrebbe sapere qual è il suo posto” aggiunse con disprezzo.
Charlotte sbalordita “Come osi parlare così alla mia fidanzata?” esclamò “Hai idea di chi sono?” sputò.
L'uomo la guardò con attenzione. "Charlotte Deluca", disse con aria annoiata, '"un'ereditiera viziata che ha bisogno di essere messa sulle ginocchia di suo padre e di essere sculacciata a dovere".
La bocca di Charlotte si spalancò “Come osi?” gridò “Posso distruggerti con una sola parola” minacciò.
“Mi piacerebbe vederti provare” sbadigliò l'uomo, con aria indifferente.
Il volto di Charlotte divenne di un rosso indecoroso. Flair mi rivolse occhi glaciali. "Sbrigati a mandarmi i documenti per il divorzio, Johnathon", disse freddamente, '"o devo farli redigere io?".
“Li manderò”, ringhiai, ‘Non hai nemmeno avuto la decenza di aspettare che fossero firmati prima di andare avanti, vero?’.
Lei rise e infilò il braccio in quello dell'uomo guardandolo con occhi adoranti. Mi si strinse il petto. Mi guardava sempre così. Quando eravamo sposati la prima volta. Scrollai via il senso di nostalgia.
“È un uomo migliore di quello che tu sarai mai”, disse Flair con nonchalance.
“Sgualdrina” sibilò Charlotte ”ti comporti come una dannata santa che più santa di te non si può... quando, a ben vedere, hai aperto le gambe a destra, a sinistra e al centro per quest'uomo. Non sei una moglie tradita. Sei solo una puttana che si comporta come se fosse migliore di tutti gli altri. Mi fai schifo” disse a Flair, che la guardava con condanna.
Ormai avevamo attirato una folla e nel locale c'erano diversi giornalisti che puntavano le loro telecamere verso di noi. Guardai nervosamente verso di loro. Senza dubbio speravano in una storia succosa. Charlotte era nota per i suoi problemi con la stampa e suo nonno si sarebbe arrabbiato se fosse stata nuovamente denigrata. Prima che potessi intervenire o interferire, Flair si mosse, più velocemente di quanto potessi prevedere, la sua rabbia la vinse e schiaffeggiò Charlotte, con forza, sul viso, facendo apparire un'impronta rossa brillante sulla guancia sinistra di Charlotte. Charlotte si portò una mano alla guancia in stato di shock, le lacrime le salirono agli occhi e si lasciò sfuggire un urlo.
“Non confondermi con te stessa” sibilò Flair con veleno ”Non sono una sgualdrina. Non sono una rovinafamiglie come te. Non ho nulla di cui vergognarmi, a differenza di te, Charlotte Deluca, che hai avuto una relazione con un uomo sposato”, dichiarò a gran voce, con i giornalisti che pendevano dalle sue labbra, mentre Charlotte si guardava intorno, con il volto impallidito dalla consapevolezza. Afferrai la mano di Charlotte, impedendole di reagire. L'uomo con Flair le prese la mano.
"Flair, andiamo", disse gentilmente, '"credo che tu ne abbia avuto abbastanza per stasera".
Lei gli sorrise e fece un cenno di assenso. Senza un'altra parola, entrambe si voltarono e iniziarono a dirigersi verso l'uscita, mentre Rachel le seguiva con calma.
“Mi ha umiliata”, gemette Charlotte abbassando lo sguardo su di lei.
“Signorina Deluca, vuole rilasciare una dichiarazione su quanto abbiamo appena visto?”. Un giornalista chiamò eccitato.
Charlotte tirò su col naso mentre io cominciavo a trascinarla verso l'uscita, maledicendomi dentro di me. Non solo la serata non era andata come previsto, con Charlotte che era stata sorpresa dai giornalisti a provocare Flair, ma non ero nemmeno vicino a scoprire l'identità dell'uomo con cui Flair era.
“Johnathon, cosa devo fare?”. Charlotte gemette mentre ci dirigevamo verso la nostra auto. “Se il nonno mi vede di nuovo sul giornale...” si interruppe, con un'aria malata.
“Tuo fratello ti aiuterà?”. Le chiesi con decisione.
"Fratellastro", si è girata di scatto, '"e no".
Strinsi la mascella e salii in macchina, con una Charlotte sconsolata che saltava sul sedile posteriore con me. Non fu detto altro.