Cara Enda! Non cessavo di pensare a lei e cercavo di consolarmi riflettendo sulle probabilità che anch’ella si fosse imbattuta in una pattuglia. In tal caso sarebbe stata salvata e forse l’avrei presto riveduta. Non pensavo ad altro in quel momento, e certo nessuna ordinata riflessione era nel mio pensiero; nessuna immagine futura dei nostri rapporti era nel mio fantasticare; né consideravo come forse avrei potuto — la mia avventura al pari di un avvenimento che avrei presto dimenticata. Giungemmo nel pomeriggio a Mèta — uno strano borgo che allinea due sottili pareti di case e le fa sfociare su una piazza sproporzionata — nuovamente affamati e stanchissimi; la febbre non mi aveva lasciato e avevo compiuto gran parte del viaggio quasi delirando disteso sul fondo della carretta. Una volta
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