CAPITOLO VENTICINQUE Quando Riley arrivò all’edificio del BAU, il suo disagio aumentò. L’intero edificio sembrava sinistramente vuoto. L’FBI non chiudeva durante i fine settimana, ma c’erano meno persone del solito. Riley era sicura che Meredith non fosse al lavoro, e naturalmente neppure Bill. Trovò l’Agente Speciale Jennifer Roston già in sua attesa nella sala conferenze. La stanza sembrava insolitamente grande e minacciosa, con soltanto loro due sedute ad un grande tavolo ed una dozzina di sedie vuote. Riley si chiese perché la Roston le avesse chiesto di incontrarsi proprio lì. Soltanto gli agenti più anziani avevano degli uffici privati, perciò la giovane agente doveva avere una scrivania in un’area condivisa con altri colleghi. Ma perché non avrebbero potuto vedersi nell’ufficio

