Entrando lentamente in cucina a piedi nudi, le chiese: "Hai fatto colazione?" Mia annuì, sentendosi come un muto, ma temendo che la voce potesse tradire il proprio nervosismo. Quello non era sicuramente il piano migliore. Perché aveva pensato che entrare nella tana del leone fosse meglio che cercare di evitarlo totalmente? Ma non poteva fare marcia indietro. "Bene, quindi, forse posso offrirti un caffè o un tè?" Il suo tono era troppo cortese, rendendo derisoria quella domanda normalmente educata. La ragazza sollevò il mento, rendendosi conto che l’alieno trovava la situazione molto divertente. "No, grazie" disse freddamente, orgogliosa del tono piatto della sua voce. "Sai perché sono qui. Perché non smetti di giocare, e andiamo al sodo?" Si fermò e la guardò. Il suo volto non mostrav

