Capitolo 9 Noah Vorrei che fossi stato tu. Vorrei. Che fossi. Stato. Tu. Nessuno ha mai voluto me in alcun tipo di sogno a occhi aperti prima e, a essere onesto, cazzo, non sono per niente sicuro di quello che intendesse Miranda, perché non si è spiegata. Dopo qualche altro secondo imbarazzante, ha interrotto di colpo la telefonata, nello stesso modo brusco con cui io ho messo fine al nostro abbraccio al locale, riattaccando senza nemmeno salutare. «Devo andare. Mi dispiace.» Click. Sono rimasto a fissare il mio telefono per più di un lungo minuto, pensando se richiamarla o meno, ma non volendo provare la sensazione di essere rifiutato nel caso non avesse risposto. Avrei voluto scriverle ma non sapevo cosa diamine dire. Cambio posizione e mi sistemo il casco da baseball incolla

