«Sei morta» minaccio, avanzando verso di lei. «Non ho paura di te» mi stuzzica prima di sparire sott’acqua. La osservo nuotare fino all’altro lato della piscina, colpire la parete e ritornare da me in un solo fiato. Riemerge davanti a me, con i capezzoli scuri che sfiorano la superficie. «Si sta così bene in acqua.» È vicina, ma si avvicina ancora di più, le sue braccia mi avvolgono il collo, le gambe si stringono intono ai miei fianchi. Sono sorpreso dal suo affetto spudorato, ma non infastidito, e intreccio le braccia sotto il suo fondoschiena, palpandole il sedere. La sollevo. La bacio. «Non hai paura ti si rimpicciolisca?» Mi allontano e la guardo. «Rimpicciolisca?» La lascio cadere, facendola finire sott’acqua, e lei riemerge, sputacchiando. «Scemo!» Schizzi ovunque. «Mi hai las

