– Babbo, io ti voglio tanto bene! – Guido, sconvolto, inebriato da quella musica celestiale, rispondeva baciandole le guance rosee, i lunghi riccioli biondi: – Lilia, Lilia mia. – Un fruscìo di vesti nella camera vicina, lo fece trasalire, e in quel momento provò un vero spavento. Pensò alle minacce di Nara e disse a sé stesso che l’infame donna si sarebbe vendicata sulla bambina. Bisognava salvarla, salvarla ad ogni costo. L’odio per la sua creaturina, era scomparso in un attimo; ora egli non pensava che ai mezzi di salvarla. La Dama Nera gli apparve luminosa dinanzi allo sguardo. Si, a lei avrebbe confidato Lilia. Ma come fare, senza che Nara se ne accorgesse? Guido depose la bambina nelle braccia della governante, e rapidamente, a bassa voce, disse: – Vestite subito la piccina

