II Giustina, dopo un lieve sospiro, disse: – Il conte Guido aveva presi i biglietti per il diretto di Milano, ma durante il viaggio fatto in un vagone di prima classe, dove eravamo soli, il padrone e Nara discorsero quasi sempre a bassa voce, in una lingua che io non conoscevo; però non compresi una sola parola, ma dalle occhiate che lanciavano a me ed alla povera piccina, che mi si era addormentata fra le braccia, non presagivo nulla di buono. «Io cominciavo a sonnecchiare, cullata dal treno, quando fui svegliata bruscamente dal conte. « – Bisogna scendere, – disse – siamo arrivati. Io prenderò i bagagli, tu tieni forte la bambina. – «Il treno era fermo in una stazione che non conoscevo. Era di notte; e uscendo da’ cancelli, mi guardavo curiosamente attorno. « – Siamo già a Milano?

