In effetti restare qui non ci aiuterà a capire dove si sia cacciata Sabine. E poi il rado intreccio di giovani tralci quasi non offe riparo dal sole che arroventa. Sul punto di lasciare la vigna, gli occhi ci vanno a qualcosa incastrato tra rami, foglie e teneri grappoletti. “Che roba è?” trasecola Mimmo. Infilo le mani tra il viluppo di arbusti sperando che le vespe di cui si sente continuo il ronzare non decidano di verificare puntualmente cosa siano i dieci salsicciotti che rimestano il loro succoso domicilio. Acchiappo l’oggetto con relativa facilità. È un telefono! Un telefono, Face Standard c’è scritto sopra, di quelli portatili che usano i tecnici SIP per provare le linee dalle cabine in strada. Lo passo a Mimmo. Lo osserva curioso. Ha una forma inusuale: praticamente una grossa c

