Il clamore della folla scemò e i presenti si concentrarono su quanto stava per accadere. Poi d’improvviso, dalla prima fila, fu lanciato un urlo. Un grido feroce e acuto, che gli antichi guerrieri vichinghi usavano per spaventare i nemici e incitarsi tra loro, e che Oleg, memore di esperienze passate, fece risuonare per sua figlia con la stessa potenza di un tuono. Un grido potente, che inneggiava alla vittoria e chiedeva l’intercessione degli Dèi. Un furor che norreni, gallici e romani ben conoscevano e che li indusse a cercare le proprie armi, per essere pronti a intervenire in ogni caso, lanciandosi nella mischia. Carica e con occhi iniettati di sangue, Charlotte prese la riconcorsa e, urlando proprio come suo padre, si lanciò su Dominick. Solo che, nella fase di volo del salto, le su

