“Non ti basta l’immenso dolore che gli hai già causato? Non sei appagato neanche dal sapere che, a causa tua, Theo ha perso le persone che più amava?” gli disse il legionario, furibondo. “Sono io quello che lui ama! Io l’unico che lo renderà felice! Non lo capisci? Si è creato un legame tra noi! Teddy è parte di me, ormai! Della mia carne, del mio sangue, della mia anima! Non lo vedete?” Di nuovo l’iride del suo occhio buono si rivestì di melassa nera e la sua voce si tinse di una tonalità cupa, più malvagia di prima. Guardò fuori e, tra le fitte sbarre di raggi UV che bloccavano la vetrata, infine lo vide. Theo era là, intento a sbirciare, a sentire, ad assimilare ciò che stava accadendo. Aveva un aspetto diverso da come Ben lo ricordava. Il viso era liscio, più squadrato senza la lun

