Capitolo 8 — Il gusto del rischio

845 Parole

SANAA La mattina mi colpisce come una lama gelida, brutale e implacabile. Non ho visto arrivare nulla. Né quella luce grigia che filtra attraverso le tende chiuse, né quel peso sordo che grava sul mio petto. Le mie palpebre si aprono lentamente, come se ogni secondo mi strappasse un pezzo d'anima. L'aria è pesante, quasi soffocante, carica di silenzio e assenze. I miei muscoli protestano, doloranti, bruciati da ogni movimento che osso fare. La mia pelle porta ancora i segni ardenti della notte passata: arrossamenti profondi, impronte fugaci, morsi dolce-amari che pulsano sotto le mie dita tremanti. Resto sdraiata, immobile, come se muovermi potesse cancellare tutto. Ma nulla si cancella mai. L'odore acre dei loro corpi mescolato al mio aleggia intorno a me, insidioso, invincibile.

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