XVII

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XVII La Certosa La domenica successiva al funerale di Isa, mi recai con l’omnibus al cimitero monumentale della Certosa, in cui avevano tumulato la sua salma. Il cimitero, appena fuori le mura, ai piedi del colle della Guardia, era un museo all’aria aperta. Le nobili dinastie e la borghesia vi avevano edificato tombe e cappelle di grande pregio artistico e architettonico, di ispirazione neoclassica. Vi avevano fatto visita, per ammirarle, George Gordon Byron e Marie-Henri Beyle, noto come Stendhal. Io non me ne curai. Dopo un lungo girovagare, mi ritrovai davanti alla cappella della famiglia Galimberti. Era costruita a tre piani con alti colonnati e balconcini. Un cancello, finemente lavorato a torciglioni e cuspidi, era fissato ai lati su due colonnine rotonde in marmo grigio, termina

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