Cole Era una partita in casa e lo stadio era pieno. Non facevo che scrutarli cercando Pink. Le avevo detto di venire. Mi aveva risposto col dito medio. Non significava che non sarebbe venuta, però. E, nel caso, l’avrei considerata una fottuta, enorme vittoria. Se fosse venuta, mi sarei assicurato di mettere di nuovo le mani su di lei. Dappertutto. Le avevo mandato una sola parola la sera in cui mi ha dato il suo numero. «Io». Volevo che avesse il mio numero nel caso desiderasse parlare della faccenda di Brumgard. O almeno questo mi ero detto. Non ero rimasto del tutto sorpreso quando non aveva risposto. Ero stato un coglione con lei e non si fidava di me, anche se lo voleva. Non riuscivo a decidere se lo volevo io. Tutto quello che sapevo era che era la mia ossessione. Guardavo l

