Capitolo Diciassette Ma che diamine? Il bruciore mi fa passare la sbornia quanto basta per decidere che darò a questa mingherlina la lezione della sua vita. Non si cresce con sette sorelle senza aver fatto un paio di azzuffate, con e senza tirate di capelli. Alzo i pugni come un pugile. “Chiunque tu sia, sei finita.” Voglio sembrare fredda e sinistra, ma le parole mi escono biascicate. Anziché combattere contro di me con onore, la mia assalitrice si limita a roteare gli occhi e a girare i tacchi, in un modo che assomiglia sospettosamente a una piroetta. “Aspetta un attimo.” Non lo fa. Si allontana ancheggiando, facendo sembrare la cosa fastidiosamente elegante. Oh. Ora ricordo. È la ballerina che ho visto sul palco l'altro giorno. Quella che avevo soprannominato Cigno Nero. Quella

