―Sono sei, ed ha ancora una cartellina in mano― disse la voce metallica. ―Sí, lo so. Ho scelto anche questa― così dicendo alzai la cartella di Carolina sopra il tavolo, e lei si mise tranquilla all’improvviso, con gli occhi grandi come piattini, tra il sorpreso e il confuso. ―Spiegazioni!― chiese la voce distorta. ―Sta vivendo una vita che non è la sua, cerca di dare il servizio che può, di prendere il posto di suo fratello. Cerca di essere la migliore perchè suo fratello possa esserne orgoglioso. ―E questo mi trasforma in una talpa?― chiese buttandosi addosso a me e prendendomi per il bavero della giacca con chiari gesti di violenza. All’improvviso e senza che venisse detta una parola, si aprì la porta ed entrarono gli uomini con la giacca che la presero sotto le braccia e la portaro

