Lo rimisi in tasca e toccai il biglietto, e mi accorsi che aveva un rilievo su una delle facce. Lo tirai fuori, lo osservai, ma non vidi nulla. “Forse lo vedrò meglio alla luce”, pensai, mentre lo alzavo in direzione di una lampada che a svariati metri d’altezza faceva quello che poteva per illuminare la strada. ―Niente, così non si può ―dissi, dopo aver cercato di osservare il biglietto da diverse angolazioni. Ero ancora lì quando la strada iniziò a illuminarsi e vidi che arrivava una macchina, quindi intascai rapidamente quel pezzo di carta e mi preparai a fermarla. ―Taxi!,taxi!…― urlai, facendo cenni con le mani per farmi vedere. ―Taxi, signore?― mi disse il conducente fermandosi accanto a me. ―Sí, grazie― risposi sollevato, mentre mi sedevo sul sedile posteriore. ―Dove la porto?

