CAPITOLO VENTINOVE

1691 Parole

CAPITOLO VENTINOVE La casa di città aveva una lunga distesa di giardini nel retro e Angelica vi fece un giro, assaporando il profumo dei fiori e ammirando il piccolo stagno con i suoi gigli e le sue libellule. Una servitrice si avvicinò con un calice di vino posato su un vassoio d’argento. La servitrice era una donna con qualche anno più di Angelica, dall’aspetto piuttosto innocuo con i suoi capelli castani di media lunghezza e il corpo dalla corporatura esile, l’abito sobrio e nero e il timore di sollevare lo sguardo da terra mentre camminava. Era così diffidente che Angelica quasi non riuscì a vedere nulla dei suoi lineamenti. Il calice era un delicato oggetto di rame intarsiato con un disegno di rovi verdi. “Tutti gli assassini annunciano la loro presenza in modo così schietto?” chie

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