Harley era sdraiata sul divano dai colori sgargianti, posto nel salotto ampio di casa.
Di li a poco Joker sarebbe passato a prenderla per portarla a cena, ne era felice, amava J ma da qualche tempo, le mancava qualcosa.
Era certa le mancassero i suoi particolari amici, che aveva conosciuto in quella improbabile squadra suicida, messa insieme per sconfiggere l'incantatrice.
Ma un altra cosa le occupava la mente...
Scosse la testa, con l'intento di far uscire quei pensieri e si alzó dal divano. Harley si diresse verso l'armadio, prese un vestiro a scacchi rosso e blu e lo indossó, si sistemò i capelli, lasciati sciolti e indosso un paio di scarpe tacco 12, dello stesso tema del vestito.
Quando Joker arrivó, le posó subito una mano su un fianco e squadrandola compiaciuto la baciò, sporcandosi appena le labbra con il ROSSETTO di lei. Harley era felice dell'effetto che faceva a J, ma continuava a sentire quella potente mancanza dentro di se.
Le cene con J erano sempre eleganti e bizzarre allo stesso tempo, ristoranti e locali eleganti, loro vestiti in modo sgargiante e particolare, Joker che regnava su tutti... A volte era piacevole... Ma per Harley stava diventando tutto... Troppo...
Avrebbe voluto una via di mezzo, qualcosa di più normale, qualcosa di solo loro...
Joker :"Che ti prende mia regina? Sembri... Meno divertita del solito." disse lui, guardandola con un sopracciglio alzato.
Harley si riscosse dai suoi pensieri e con voce calma disse :"No, ero solo sovrappensiero."
La risposta non convinse troppo Joker, l'Harley Queen che conosceva avrebbe riso e risposto con voce squillante e forse troppo... Estasiata visto l'ambiente. Invece la sua risposta era calma e pacata e quella sera sembrava comportarsi cone chiunque altro in quel ristorante.
Joker passó tutta la serata a fare battute, cercando di farla ridere, ma sembrava che nulla la squotesse, neanche a fine serata, quando al momento del conto lui tiró fuori la pistola e la puntó contro il proprietario del ristorante dicendo :"Mr. J non paga per una comune cena."
Questo annuì velocemente, inghiottendo a vuoto.
Harley però tiró fuori una carta dorata e la porse al proprietario del ristorante, ignorando completamente lo sguardo stupito di J, così stupito da aver abbassato la pistola per guardarla completamente.
Harley :"Pagheró con questa se non è un problema, è una carta di credito, mi hanno assicurato che fosse già attiva."
Il proprietario del ristorante la guardò a bocca aperta e lanciando un'occhiata a Joker disse :"Non c'è bisogno... La cena è offerta dalla casa."
Harley però fece una smorfia infastidita e disse :"Non voglio che niente mi venga offerto, sono una donna adulta e perfettamente in grado di prendermi cura di me stessa... Compreso per pagarmi la cena."
Il proprietario allora, prese tremante la carte, la inserì in un piccolo tastierino e glielo porse, Harley digitó velocemente un codice e poco dopo ritiró lo scontrino e la carta. Poi salutó e senza aspettare Joker si direse verso l'uscita.
Joker era sconvolto, ma la seguì e una volta fuori disse :"Perché hai una carta di credito? L'hai rubata?"
Harley rispose semplicemente :"No è mia."
Joker fermò bruscamente Harley e chiese :"Si può sapere che ti prende? Ti è sempre piaciuto divertirti con me, spaventare la gente, fare ciò che volevamo..."
Harley lo guardó triste e disse :"Credo... Che qualcosa sia cambiato in me J... Sono stufa di questo. Non voglio più essere la ragazza pazza e sfacciata di un gangster altrettanto pazzo... Voglio essere normale, lavorare, andare a cena e pagare come gli altri, vestirmi elegante ma non in modo bizzarro, amare... Come chiunque altro. Ne ho abbastanza di Batman, di Gotham e di questa stupida rivalità. Io voglio essere libera. "
Joker la guardó esterefatto e disse :" Libera? Normale? Mi stai chiedendo... "
Harley :" No... Vorrei con tutta me stessa che tu decidessi di stare con me e di cambiare vita in meglio. Vorrei poterti chiedere di chiudere questa rivalità e di amarmi come un uomo qualunque... Ma tu non sei così J. Tu vivi per questo... Ma io non posso più farlo. "
Joker :" Mi stai lasciando? "
A quel punto gli occhi di Harley si riempirono di lacrime e disse :" Ti amo... E vorrei stare con te per sempre, sposarti e avere una famiglia in modo comune ma.... Si J... Ti sto lasciando." Poi si avvicinò, gli posó un bacio su una guancia e disse :" Spero che trovarai la tua vera regina."
Joker rimase in silenzio per qualche secondo, osservando la schiena, lasciata scoperta dal vestiti, di Harley.
Poi fece un paio di passi, il respiro spezzato e alzando appena la voce per farsi sentire disse :"Perché? Cos'è cambiato? Perché mi ami ma mi lasci?"
Harley si bloccó, si giró appena a guardarlo e disse :"Perché sono incinta J. E voglio che nostra figlia viva una vita sana e normale." se ne andó, lasciando Joker a bocca aperta, sconvolto dalla notizia.
Passarono settimane da quel giorno, Harley aveva trovato un lavoro in un piccolo locale, i suoi vestiti erano, almeno di giorno, più sobri e i suoi capelli erano sempre biondi con le punte colorate di rosso.
Avere una vita comune non era facile, era sola, incinta e con le bollette da pagare, ma ce l'avrebbe fatta.
Mentre si sedeva sul divano, togliendosi le scarpe per massaggiarsi i piedi gonfi, il campanello suonò.
Harley si alzó, una mano sul pancino appena evidente l'altra a far scattare la serratura, davanti ai suoi occhi un uomo affascinante.
L' uomo era alto, i capelli ingellati all'indietro, di color nero, indosso un paio di pantaloni eleganti neri e una semplice camicia bianca, per un attimo non lo riconobbe, poi questo parlò :"Ho trovato un lavoro in un agenzia di assicurazioni, ci ho messo un po' a mettermi in regola e... Potrei... Aver minacciato il proprietario dell'agenzia per farmi assumere in modo regolare.... Ma è stata l'ultima volta..."
Harley fissó l'uomo stupita e disse solo :" J? "come per confermare l'identità dell'uomo.
J :" James... Sui documenti... Non volevo riprendere il mio vero nome, troppi brutti ricordi. Penso che James mi si addica"
Harley :"James..." disse sconvolta
J :"Si...posso entrare?" disse con un cenno.
Harley si spostò appena, senza dire niente, ancora sconvolta per l'aspetto dell'uomo.
J entrò in casa e disse :"Non è molto diversa" alludendo ai colori sgargianti che ancora si facevano largo nell'appartamento di lei.
Harley :"Beh...non posso permettermi di cambiarli per ora."
J :"Potresti... Trasferirti da me. Posso mantenere te e..." si bloccó appena, non sapendo se parlare al maschile o al femminile.
Harley, che sembró intuire il dubbio di J disse :"È una bambina"
J sorrise e continuò :" Posso mamtenere le mie donne, sempre se... Tu vuoi ancora essere mia..."
Gli occhi di Harley si inumidirono appena e disse :"Sono passate molte settimane"
J :"Lo so... Ma vorrei precisare che non sono venuto prima, per mostrarti di poterti... Potervi... Dare quello che desideravi. E mi serviva un po' di tempo per sistemare tutto... Casa, lavoro... I miei capelli verdi... Quelli un po' mi mancano" sorrise lui. Poi indicó la pancia appena visibile e disse :"Posso?"
Con un cenno Harley gli concesse di posare una mano sulla pancia e subito J si avvicinó accarezzando il pancino e sorridendo disse :"Ho paura... Tu mi hai cambiato, Ti amo così tanto Harley. Ma questo mi fa paura... In passato, mi sono trovato in una situazione simile e ho perso tutto... Se dovesse succedere di nuovo.."
Harley gli mise una mano sulla guancia e disse :"Non succederà... Andrà tutto bene... Ora siamo insieme" sorridendo lo bació.
J aveva fatto i suoi sbagli, alcuni molto gravi, il dolore e la perdita delle persone amate lo avevano portato alla follia... Ma l'amore lo aveva anche salvato.
Non si dovrebbe mai sottovalutare il grande potere dell'amore.. Perché può fare grandi cose.