51. Junjou Romantica: Usagi/Misaki - Letto

1742 Parole
Usagi :" Hey... Te l'ho detto, non permetteró a nessuno di allontanarti da me." ******* All'inizio per Misaki non era stato facile, aveva sempre vissuto con suo fratello e non aveva mai avuto una ragazza, non che gli interessasse particolarmente averla. Quando aveva conosciuto Usagi, lo aveva ritenuto un uomo irritante e appiccicoso. Scoprire che era innamorato di suo fratello Takahiro era stato sconvolgente, brutto e lo aveva fatto arrabbiare... Con il tempo aveva capito che la sua rabbia non era per la gelosia nei confronti di suo fratello ma di Usagi. Tra loro c'era stato un qualche legame fin da subito, qualcosa che non poteva spiegare... Rifiutava di accettare di amare un uomo, per di più il miglior amico di suo fratello. Ora, a distanza di 4 anni, non poteva neanche immaginare una vita senza Usagi. Aveva respinto il fratello di Usagi quando si era fatto avanti, aveva lottato per stare con lui, contro tutto e tutti. Solo un ostacolo era rimasto... Takahiro. Suo fratello era l'unico che non sapeva niente della loro relazione, nonostante vivessero insieme da 4 anni. Takahiro era convinto che Usagi ospitasse Misaki affinché gli fosse più facile andare in università, visto che Takahiro e sua moglie vivevano a distanza di 3 ore da loro e per Misaki sarebbe stato un viaggio pesante da fare ogni giorno. Con Takahiro, Misaki e Usagi avevano sempre evitato il discorso, ma con l'arrivo della chiamata e della notizia ricevuta, il momento sembrava ormai arrivato. Misaki :"Pronto, qui casa Usagi" Takahiro :"Misaki? Sono Takahiro, come stai? Usagi si comporta bene?" Misaki :"Bene grazie. Si è sempre il solito." appena finì la frase, la porta dello studio di Usagi si aprì e con in braccio il suo orso di peluche Suzuki, scese le scale diretto in cucina. Takahiro :"Misaki? Io e mia moglie ne abbiamo parlato... Ci trasferiamo li, per starti più vicino e... Vorremmo davvero che venissi a vivere con noi. Oppure potrei aiutarti a pagare l'affitto di un appartamentino. È arrivato il momento di smettere di approfittare della bontà di Usagi." Come avrebbero fatto adesso? Cosa gli avrebbero detto? Un solo pensiero prendeva forma nella testa di Misaki... Non voglio lasciarlo! ******** Era passata una settimana dalla telefonata e Takahiro sarebbe passato a trovarli a breve. Quando arrivó, Misaki era nervoso e non sapeva cosa fare o cosa dire, perciò si sedette in silenzio. Takahiro :"Come ho detto per telefono a Misaki, ci stiamo ritrasferendo qui e vorrei che tornasse a vivere con me oppure che viva da solo, per avere una maggiore indipendenza." Usagi :"Non serve... Misaki bada alla casa, pulisce e cucina dato che è anche casa sua. Ha un lavoretto part time, va all'università e ha una vita sociale... Ha tutto ciò che gli serve qui. Compreso l'indipendenza. E a me fa comodo e piacere avere compagnia." Takahiro :" Senza offesa Usagi, apprezzo quello che hai fatto per lui... Ma so cos'è meglio per mio fratello. Ha bisogno di crearsi una vita sua e magari di uscire con qualcuno. " Usagi :" Ha diversi amici" Takahiro :"Parlavo di una ragazza. Come può trovarla se passa tutto il suo tempo tra casa, lavoro e università? Voglio che si goda a pieno la sua età." Misaki non parló neanche una volta, non sapeva cosa dire, non sapeva neanche se la sua voce avrebbe retto per ribattere alle parole del fratello. Lui aveva già una persona da amare e, come aveva detto Usagi, li c'era tutto quello di cui aveva bisogno. ********* Il trasloco era ormai giunto al termine e Misaki avrebbe dovuto fare una scelta, affrontare suo fratello o andarsene... Ma come avrebbe fatto con Usagi? Misaki :"Usagi?" lo chiamò bussando alla porta chiusa dello studio. Usagi :"Avanti." Misaki aprì e, senza chiudere la porta disse :"Cosa facciamo adesso? Mancano due giorni." Usagi si giró verso di lui, ancora seduto sulla sua sedia da ufficio e disse :" Ti amo. E qualunque sarà la tua scelta, la accetteró. Troveremo un modo per stare insieme, anche se dovessi scegliere di andartene. " Usagi non voleva lasciarlo andare, ma non poteva obbligare Misaki ad affrontare suo fratello e dirgli che erano una coppia. Non sarebbe stato giusto. Misaki annuì, per niente rassicurato... Poi si giró per andarsene, ma Usagi si alzó velocemente dalla sedia, lo abbracciò da dietro e con voce calda gli parlò nell'orecchio :"Misaki? Ti amo" Misaki :"Perché continui a ripetermelo?" Usagi :"Perché voglio che tu sappia che qualunque sia la tua scelta, non permetterò a nessuno di portarti via da me, neanche a Takahiro" Misaki si giró nell'abbraccio e con le lacrime agli occhi disse :"Usagi... Non voglio andare via... Voglio rimanere qui, con te." Usagi lo alzó delicatamente da terra e lo portò nella loro stanza, adagiandolo piano sul LETTO, con delicatezza gli sfilò la maglia e iniziò a baciarlo. Presto la passione prese il sopravvento e su quel letto, con la porta leggermente aperta iniziarono a consumare il loro amore. ****** Takahiro, bussó delicatamente alla porta di Usagi, ma non ottenne risposta, provo a girare la maniglia e trovando la porta aperta decise di entrare. Takahiro :"Usaki? Misaki? La porta era aperta, scusate se sono entrato così ma ho una bella notizia." Nessuna risposta arrivó al suo orecchio, ma dal piano di sopra un rumore di qualcosa che si rompeva lo aveva raggiunto. Si diresse verso il rumore e alla porta socchiusa in fondo al corridoio. Non ci fù bisogno di aprire del tutto la porta per capire cosa stava accadendo, la lampada rotta a terra era ormai dimentica, così come il motivo per cui Takahiro era andato li. Sconvolto, Takahiro resto qualche secondo immobile e con gli occhi sbarrati. Ma presto una forte rabbia prese il sopravvento e aprì la porta con violenza urlando :"Maledetto bastardo.. Ora capisco perché non volevi che mio fratello se ne andasse." I due amanti, sorpresi si coprirono alla belle meglio; Usagi si infiló in fretta un paio di pantaloni e, con tono calmo, cercò di placare l'animo irrequieto di Takahiro. Usagi :" Takahiro, lasciami spiegare. " Takahiro :" Spiegare cosa? Sei un pervertito. Ho sempre saputo che fossi strano, ma questo... Approfittarti di mio fratello" Usagi :"Non mi approfitterei mai di lui. Ciò che provo per lui non è diverso da ciò che provi tu per tua moglie." Takahiro sferrò un pugno sul viso di Usagi, così forte da buttarlo a terra. Misaki urlò terrorizzato e cercò alla rinfusa dei vestiti da mettersi. Mentre Takahiro continuava a inveire su Usagi e di tanto in tanto cercava di colpirlo. Usagi parava i colpi, senza mai rispondere e cercando invece di far ragionare l'amico. Presto alla voce di Misaki che cercava di fermarli invano si aggiunse quella della moglie di Takahiro, che giunta li sentendo le urla del marito, si interpose tra loro e riuscì a farlo uscire dalla stanza. Calmati appena gli animi dei presenti e con tutti i vestiti addosso, si ritrovarono in salotto. La moglie di Takahiro cercava di calmarlo, mentre Misaki apriva la scatola del pronto soccorso per prendere del ghiaccio secco. Delicatamente attivó il ghiaccio e lo posó sullo zigomo pesto di Usagi, che aprì leggermente le gambe per fargli più spazio. A quella vista Takahiro sbottó ancora, senza però avvicinarsi disse :"Misaki allontanati da quel porco e va a prendere le tue cose" Misaki lo ignoró e continuò con le lacrime agli occhi, a prendersi cura di Usagi. Usagi vedendolo così disse :"Hey... Te l'ho detto, non permetteró a nessuno di allontanarti da me." poi gli accarezzò delicatamente una guancia e disse :"Non preoccuparti per me... Si calmerà ma è meglio che per ora fai come dice." Usagi sapeva quanto contava Takahiro per Misaki. I loro genitori erano morti quando lui aveva solo 8 anni e suo fratello Takahiro si era sempre preso cura di lui. Usagi voleva tutto tranne incrinare il rapporto tra i due fratelli. Con sua sorpresa, Misaki tirò su con il naso e senza asciugarsi le lacrime disse un deciso :"No" poi si giró verso Takahiro e disse :"Tu non puoi dirmi cosa devo fare. Prima di Usagi non ero felice, mettevo me stesso da parte in favore degli altri. Non piangevo davanti agli altri e non permettevo a nessuno di consolarmi, non parlavo mai quando avevo un problema perché non volevo creare problemi ad altri. Neanche a te. " Takahiro :" Misaki... So che per te la morte di mamma e papà è stata difficile.. Ma è meglio per te stare lontano da lui" Misaki :"No niente ma. Non mi importa cosa pensi sia meglio, anzi sai una cosa? Io so cos'è meglio per me e per me è meglio Usagi. Io lo amo Takahiro... Come ti sentiresti se ti dicessi che non accetto il tuo matrimonio? E ora che tu te ne vada Takahiro." Takahiro :"Misaki." Senza guardarlo, ma con tono deciso e carico di rabbia disse:"Se vuoi ancora avere un fratello dopo questa sera... Vattene." Takahiro sorpreso e triste se ne andò. ****** Erano passati giorni da quella terribile discussione con Takahiro. Misaki era più deciso che mai a non parlargli e Usagi cercava di consolare il suo compagno e di convincerlo che Takahiro aveva sbagliato ma che andava perdonato. Un giorno, quando Misaki tornó dall'università, trovò suo fratello ad aspettarlo in salotto. Misaki :"Tu che ci fai qui..." Usagi però non lasció a Takahiro il tempo di rispondere e disse :"L'ho chiamato io" piano si avvicinò a Misaki e dandogli un bacio sulla tempia gli disse :"Io ti amo. Sono qui e non mi perderai... Ne abbiamo già affrontate tante in questi 4 anni... Possiamo affrontare anche questa, ma dobbiamo farlo nel modo giusto. Se non parli con lui, se butti via ogni cosa, un giorno te ne pentirai." Misaki abbassò leggermente lo sguardo e sentì la voce di Takahiro raggiungerlo :" Misaki... Mi dispiace. Mi dispiace di non aver capito quanto soffrivi, di non aver capito quanto è importante per te Usagi. Mi dispiace per quella sera. Misaki mi dispiace per tutto.. Potrai, non dico ora.. Ma con il tempo.. Potrai perdonarmi?" Misaki lo guardò e senza rispondere alla domanda disse :" Rimani a cena?" Usagi sorrise e con lui anche Takahiro. Forse, per un po', sarebbe stato difficile e forse non lo avrebbe perdonato subito. Ma non dobbiamo mai dimenticare che siamo tutti umani e che tutti facciamo degli errori, a volte sono più gravi di altri... Ma l'errore più grande spesso è non perdonare.
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