Merlino era appena arrivato a Camelot, stava passeggiando per la piazza del paese quando vide un ragazzo in ginocchio, preso di mira da un gruppetto guidato da un ragazzo biondo.
Capì subito che il biondo era un vero sbruffone e decise di aiutare quel povero ragazzo.
Merlino :"Hey, basta così amico."
"Come? Ti conosco?" rispose il biondo.
Merlino :"Ah.. Mi chiamo Merlino." gli allungò la mano ma il biondo la guardó con sufficienza e gli disse, con tono di scherno :"Quindi, non ti conosco, non sei mio amico."
Merlino ritiró la mano e rispose al biondo :"Errore mio. Non ho mai avuto un amico così asino."
Quel breve scambio di battute, portó Merlino legato sulle ginocchia, ed esposto in piazza dove i passanti gli lanciavano verdura e frutta troppo matura per essere mangiata e talvolta vagamente marcia.
Merlino venne a conoscenza che il biondo era, niente meno che, Artù figlio del Re di Camelot.
Qualche giorno dopo, stava passeggiando nuovamente per le vie di Camelot, vide arrivare nella sua direzione il gruppetto guidato dal biondo, ma lui li ignoró e passo oltre. Il biondo però era di tutt'altro parere e iniziò a schernirlo. Merlino, che era sempre stato troppo impulsivo, finì per rispondergli nuovamente, dandogli ancora una volta dell'asino. Inutile dire che passó un altro giorno in ginocchio in piazza.
Quella non fù l'ultima volta per Merlino, tra loro era sempre un susseguirsi di battute e leggeri insulti, con la conseguenza, per Merlino, di una pubblica punizione.
Tempo dopo, Gaius disse a Merlino che avrebbe dovuto aiutarlo nel suo lavoro a castello. Questo portò Merlino e Artù a vedersi più spesso di quanto avrebbero voluto. I due proprio non riuscirono ad andare d'accordo.
Un giorno Artù finì nei guai e Merlino usó di nascosto la sua magia per aiutarlo. Il padre di Artù, Uther Pendragon, puniva la magia e chi osava usarla nel suo regno, ma per fortuna nessuno sembrava aver notato le capacità di Merlino.
Al contrario, Uther volle ricompensare Merlino per aver salvato suo figlio nominandolo: Valletto Reale, nonché servitore del principe Artù.
Per chiunque altro quel titolo sarebbe stato un vero onore. Ma per Merlino quella fù una grande punizione, ma guardando Artù in viso, sconvolto quanto lui, pensò che non doveva essere tanto male se questo rovinava le giornate al principe.
Artù era determinato, tanto quanto Merlino, a rovinargli le giornate. Ecco perché si trovava in un prato vicino al castello, con in dosso un armatura improvvisata, pronto a fare da bersaglio mobile alla SPADA di Artù.
Merlino tornó a casa distrutto, promettendo a se stesso che gliel'avrebbe fatta pagare a quel biondo sbruffone.
I giorni a venire furono un susseguirsi di dispetti tra i due. Artù sfiniva Merlino con i lavori più pesanti e umilianti del castello e Merlino aggiungeva ingredienti poco invitanti ai piatti del principe, gli riempiva il letto con delle ortiche e così via...
Se una parte di Artù era irritata da Merlino e dal suo poco rispetto, l'altra ne era fin troppo compiaciuta. Nessuno aveva mai osato sfidare il principe, chi gli stava vicino lo faceva perché era il figlio di Re Uther. Nessuno si preoccupava per lui, se stava bene, se era preoccupato o semplicemente nervoso. Nessuno tranne il goffo ragazzo castano che rispondeva al nome di Merlino.
Quel giorno Artù doveva competere a una gara che, ogni anno, si teneva tra i principi dei regni alleati. Una gara di addestramento con la spada e resistenza.
Era un principe ed era stato addestrato per vincere fin da piccolo, non aveva alcun diritto di sentirsi nervoso. Per questo, quando Merlino gli chiese se lo era, lui gli rispose male. Ma nell'istante in cui Merlino abbassò lo sguardo triste, Artù si pentì di essersi comportato in quel modo.
Artù :"Perché ti preoccupi per me?"
Merlino alzò lo sguardo verso il principe e disse :"Non dovrei? State per affrontare una gara pericolosa"
Artù si mise a ridere e disse :"Non c'è niente di pericoloso in questa gara. È una questione di immagine e di orgoglio. Se io perdessi, Camelot e il suo re sarebbero feriti nell'orgoglio."
Merlino :"Dev' essere dura, avere sempre tutta questa pressione addosso."
Artù rimase un attimo in silenzio, chiedendosi come fosse possibile che quel ragazzo tanto goffo potesse leggergli dentro in quel modo.
Artù :"Grazie Merlino." Disse con un lieve sorriso, incamminandosi nell'arena.
Merlino rimase confuso dall'atteggiamento del principe.
Le giornate continuarono a trascorrere, un po' più serene di prima, anche se i due ancora si riempivano di scherzi e battute.
Tuttavia c'erano dei momenti in cui Artù si perdeva a fissare Merlino, con uno sguardo che tutto era tranne che di rivalità.
A castello, quella sera, si sarebbe tenuto un ballo. Artù era costretto a parteciparvi come principe e a ballare con le dame presenti, compresa la sua sorellastra Morgana.
Durante la serata Artù vide Morgana e Merlino scherzare vicini, in modo fin troppo amichevole. A vedere il sorriso imbarazzato di Merlino rivolto alla principessa, una fitta gli colpì il cuore.
Artù iniziò a bere sempre più vino, spazientito dalle dame desideriose di ballare con lui e dalla sorellastra, fin troppo vicina a Merlino.
Il re, accortosi della poca lucidità di suo figlio, chiamò Merlino e gli disse di accompagnare Artù nelle sue stanze, prima che combinasse qualcosa di poco decoroso.
Arrivati alle stanze private di Artù, Merlino lo aiutó a sedersi sul bordo del grande letto. Piano gli aprì la camicia, sfilandogliela. Mentre si allungava a prendere la veste da notte, Artù lo bloccò per una mano.
Artù :"Ti ho rovinato la serata?"
Merlino :" La mia? " Chiese confuso. "Sei tu quello ubriaco"
Artù :"Ti ho visto... Con Morgana. Eravate molto vicini."
Merlino lo guardó negli occhi e disse :"È una persona gentile, a volte è piacevole chiacchierare con lei."
Artù sembrò irritarsi alle parole dell'altro e lo tirò sul letto, mettendosi a cavalcioni su di lui.
Artù :" Io non sono gentile vero? Con me non parli così"
Merlino rimase interdetto e disse :" Artù, hai bevuto troppo. Credo sia meglio.... "
Artù lo interruppe :"Insegnami. Dimmi come devo comportarmi con te per vederti sorridere così, come facevi con lei. Ti prego." Disse, appoggiando la sua fronte sul petto di Merlino.
Merlino :"Artù... Non so davvero che ti prende ma... Sei davvero ubriaco."
Artù alzò il viso, quel tanto che bastava per unire le sue labbra a quelle di Merlino, che rimase paralizzato dalla sorpresa.
Artù tuttavia non sembrò affatto scoraggiato, forse grazie al vino o alla gelosia che lo aveva colpito vedendolo con Morgana. Portò le sue mani sulla camicia del castano, strattonandola quel che bastava da sfilargliela dai pantaloni e andò ad accarezzargli delicatamente il petto.
Merlino :"Artù basta... Sei ubriaco."
Artù :"Preferiresti che fossi Morgana?" disse il principe alterato.
Merlino :"Preferirei che fossi sobrio... Che lo volessi davvero. Ma tutto questo lo fai spinto da tutto il vino che hai bevuto. Se avessi il coraggio di baciarmi da sobrio e di volermi davvero... Avresti molti più sorrisi di Morgana." detto quello, Merlino allontanò Arthù e lo mise a letto.
Artù :" Non sono così ubriaco. So di volerti davvero. "
Merlino :" Si certo. Beh... Puoi sempre dimostrarmelo domani da sobrio. Sempre se ti ricordi di questo discorso. "
Artù :" Non dovresti semplicemente accontentarmi? Sono il tuo principe."
Merlino lo guardó un attimo prima di uscire dalla stanza e disse :"Sei solo un asino."
Artù sorrise a quelle parole, cadendo po in un sonno profondo.
*****
Il giorno dopo Merlino si diresse nelle stanze del principe, con l'intento di svegliarlo, ma quando arrivò trovo il letto vuoto. Inizió ad aprire le tende, per far entrare la luce e a sistemare il letto, quando qualcuno ce lo spinse sopra.
Merlino :"Ma che..."
"Così sono un asino..." disse Artù girandolo per guardarlo negli occhi.
Merlino :"Come?" disse sorpreso da quell'agguato.
Artù :" Non dovresti dare dell'asino al tuo principe. Specie se lui si apre con te."
Merlino :"E di grazia, quando ti saresti aperto con me?"
Artù lo baciò dolcemente e disse :"Ieri, quando ho detto di volerti."
Le guance di Merlino si tinsero di rosso e disse :"Io... Non ricordo."
Artù :"Non importa... Ho detto alla servitù di non disturbarmi per tutta la mattinata. Sai che vuol dire?"
Merlino :" No... Cosa?"
Artù :"Che ho tutta la mattinata per dimostrarti come ti voglio." disse malizioso il principe.
Non ci sarebbe mai stata una dichiarazione romantica tra loro, forse non avrebbero mai smesso di sfidarsi a vicenda, ma dopo tutto era per quello che si erano innamorati, loro erano così. Il loro era un amore fuori dal comune, un amore unico.