4Lorenzo è appoggiato al parapetto del ponte sul Po. Guarda l’acqua scura sulla quale vibrano e tremolano, come minuscole boe luminose, i riflessi gialli delle lampadine che illuminano i bar dei Murazzi e del Lungopo. Come sempre, nelle serate calde, sciamano a decine, a centinaia, a grappoli, le persone lungo la banchina. Vanno avanti e indietro, vociano, si fermano, intonano cori, salutano a distanza. Alcuni si spingono ridendo. Nelle zone d’ombra si distinguono soltanto le braci rosse delle sigarette. Di tanto in tanto qualcuno cava un fischio acuto. I ragazzi nordafricani non passeggiano, si tengono addossati ai muri, un piede a terra e un ginocchio proteso. I fidanzati si cingono per la vita. Da sotto le arcate illuminate escono, come sparati da un cannone, reggimenti di adolescenti.

