Palazzo Chigi, Roma, ore 11:56 «Mi raccomando, ambasciatore, conto su di lei. È rimasto poco tempo a disposizione. Grazie ancora per il suo aiuto.» Il presidente del Consiglio ripose la cornetta al suo posto e affondò il volto tra le mani. Si massaggiò le tempie nel vano tentativo di fare scomparire il mal di testa che gli era scoppiato improvviso negli ultimi minuti. Mancava ormai poco alla scadenza imposta dalla nave turca che braccava la San Giusto. Rondone aveva tentato di contattare in maniera diretta il presidente Bahadir senza però avere successo. Subito dopo ci aveva riprovato chiamando l’ambasciatore italiano ad Ankara ma anche lui non era riuscito a comunicare con la massima autorità turca. L’ultimo tentativo era stato con l’ambasciatore turco a Roma. «Che dice l’ambasciatore

