Capitolo 8: La Battaglia delle Maschere

847 Parole
L'ultima notte di Carnevale era arrivata, e Venezia pulsava di un'energia magica che solo gli immortali potevano percepire completamente. Dalle caverne sottomarine dove avevano distrutto Malachar, Alessio e Domenico emersero in superficie credendo che la battaglia fosse finalmente finita. Si sbagliavano. Il Canal Grande era irriconoscibile. L'acqua ribolliva di una rabbia soprannaturale, e dalle profondità marine emergevano gli ultimi seguaci di Malachar - quelli che erano fuggiti durante la battaglia finale e che ora tornavano per una vendetta disperata. "Gli Ultimi Fedeli," sussurrò Isadora, che li aveva raggiunti sul ponte di Rialto. I suoi occhi viola erano pieni di preoccupazione. "I più fanatici tra i seguaci di Malachar. Non accetteranno mai la sua sconfitta." Erano una dozzina, creature che avevano scelto di deformare completamente la loro natura immortale pur di seguire il loro maestro nell'odio. Alcuni avevano teste di serpente con occhi di fuoco, altri si erano trasformati in ragni giganteschi con zampe affilate come spade. Il loro leader era una figura femminile che un tempo doveva essere stata bellissima, ma ora aveva la pelle di ghiaccio nero e capelli che si muovevano come fiamme violacee. "Siete voi che avete ucciso il nostro maestro!" urlò con voce che sembrava provenire dalle profondità degli abissi. "Pagherete con la vostra eternità!" "Il vostro maestro si è distrutto da solo con il suo odio," rispose Domenico, posizionandosi protettivamente davanti ad Alessio. "Noi gli abbiamo solo mostrato la conseguenza delle sue scelte." "Menzogne!" sibilò la donna-ghiaccio. "Malachar era la perfezione dell'immortalità! Voi con il vostro patetico amore avete corrotto tutto!" Gli Ultimi Fedeli si scagliarono tutti insieme contro Alessio e Domenico. Ma i due amanti erano ora ancora più forti di quando avevano affrontato Malachar. Il loro legame, temprato dalla battaglia precedente, li rendeva una forza di combattimento perfettamente coordinata. Quando uno degli immortali-ragno balzò verso Alessio con le zampe tese, Domenico era già lì a intercettarlo con una lama di acqua cristallizzata. Quando due seguaci con teste di serpente tentarono di circondare Domenico, Alessio fece crescere dal pavimento di marmo del ponte delle lance di cristallo che li trafissero. Ma gli Ultimi Fedeli erano disperati, e la disperazione li rendeva imprevedibili e pericolosi. Iniziarono a scagliarsi non solo contro i due amanti, ma anche contro i mortali innocenti che stavano ancora festeggiando il Carnevale nelle strade circostanti. "Basta!" tuonò Alessio, vedendo una famiglia con bambini in pericolo. "I mortali non c'entrano nulla con questa battaglia!" "I mortali sono la debolezza che vi rende patetico!" replicò la leader, lanciandosi verso un gruppo di turisti mascherati. Ma non arrivò mai a destinazione. Alessio si teletrasportò istantaneamente - un potere che non sapeva nemmeno di possedere - e la intercettò a mezz'aria. Il suo pugno, carico di energia dorata, la colpì con tale forza da mandarla a schiantarsi contro la facciata di un palazzo. "Il nostro amore non ci rende deboli," disse Alessio, i suoi occhi che ora brillavano di una luce accecante. "Ci dà una ragione per cui vale la pena combattere." Domenico si unì a lui, e insieme liberarono un'ondata di potere che spazzò via metà degli Ultimi Fedeli rimasti. Ma invece della luce dorata del Sacrificio Luminoso, questa volta la loro energia aveva sfumature argentee - era più controllata, più precisa, più micidiale. "Avete imparato a canalizzare la vostra forza," osservò Zafran, che era arrivato con rinforzi. "Non dovete più rischiare di consumarvi per sconfiggere i vostri nemici." I pochi seguaci di Malachar rimasti si resero conto di essere completamente superati. La loro leader, gravemente ferita, tentò un ultimo attacco k******e. "Se non posso uccidervi," urlò, "almeno vi porterò con me nell'oblio!" Iniziò a brillare di una luce nera che minacciava di risucchiare tutto in un vortice di nulla assoluto. Era disposta a distruggere sé stessa e tutto ciò che la circondava pur di eliminare i due amanti. Ma Alessio e Domenico non ebbero paura. Si presero per mano e, invece di combattere l'energia distruttiva, l'abbracciarono. Il loro amore puro trasformò il vortice di annientamento in una spirale di luce che sollevò delicatamente la donna-ghiaccio dal suolo. "Anche tu puoi scegliere diversamente," disse Alessio con gentilezza. "L'odio non è l'unica strada." Per un momento, il volto deformato della donna mostrò un lampo di incertezza. Ma poi scosse la testa violentemente. "No! Preferisco il nulla all'ammissione di aver sbagliato!" E così si dissolse, portando con sé gli ultimi seguaci fedeli. Non in un'esplosione di violenza, ma in un sussurro di tristezza - anime che avevano scelto l'orgoglio sulla redenzione. Il Canal Grande tornò alla sua normalità, l'acqua che rifletteva di nuovo le luci del Carnevale. I mortali, protetti inconsciamente dalla magia di Alessio e Domenico, continuarono a festeggiare senza aver mai realizzato il pericolo che avevano corso. "È davvero finita," disse Domenico, abbracciando Alessio mentre guardavano l'alba che iniziava a tingere il cielo di rosa. "Sì," confermò Alessio, baciandolo dolcemente. "Ora possiamo iniziare a vivere il nostro per sempre." Le campane di San Marco suonarono l'alba, segnando la fine del Carnevale. Ma per Alessio e Domenico, ogni giorno da quel momento in poi sarebbe stato una celebrazione del loro amore eterno.
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