In quella notte di dicembre la signora Emma, dopo aver ben chiuso a chiave la porta d’ingresso della piccola casa, s’era inginocchiata, come consuetudine, davanti ad un crocefisso conservato con devozione nella misera camera da letto. Amico, confessore e guida, il crocefisso era situato proprio sopra la testiera del letto, protezione costante durante il giorno e la notte. Quella sera, mentre la città si ritraeva sferzata da un freddo vento di maestrale, Emma iniziò a fissare il volto del Cristo in croce, rivolgendo per prima cosa un pensiero al marito scomparso. La donna non aveva neppure terminato di sillabare il nome dell’uomo quando avvertì un freddo intenso al suo fianco. Pensando di aver lasciato uno spiraglio aperto nell’uscio di casa ebbe istintivamente l’impulso di alzarsi e porre

