Koorgan imprecò in silenzio nel prendere il corpo in caduta libera di Ruth fra le mani. Le sue dita si avvolsero produttivamente attorno alla donna mentre faceva un passo indietro, fra le ombre. Il cuore gli martellava e lui si lanciò insulti di ogni genere per la sua stupidità. Era stato così concentrato sulla corda da non pensare che Ruth potesse non avere una buona presa sulla criniera di Genisus. Scosso, aprì lentamente le dita. Gli si mozzò il fiato quando vide la minuscola figura della donna che giaceva al centro del suo palmo, raggomitolata in posizione fetale. Sembrava una di quelle fatine sfuggenti dell’Isola degli Elementali. Koorgan aveva solo sentito parlare di quel mitico regno e dei suoi abitanti che galleggiavano nel cielo, ma riusciva a immaginare che Ruth provenisse da u

