Capitolo XXIV

2007 Parole

Capitolo XXIV Nel momento in cui Vronskij aveva guardato l'orologio sulla balconata dei Karenin era così turbato e preoccupato che aveva visto, sì, le lancette del quadrante, ma non aveva potuto capire che ora fosse. Uscì in strada e si diresse, camminando cauto nel fango, verso la vettura. Era dominato dal sentimento suo verso Anna, così che non pensava neppure più che ora fosse e se gli restasse il tempo per andare da Brjanskij. Gli rimaneva ora, come spesso accade, solo una certa memoria istintiva, quella che serve a indicare in quale ordine si è stabilito di fare le cose. Si accostò al cocchiere che s'era messo a dormire stando a cassetta, all'ombra già obliqua di un tiglio folto, e fu attratto per un attimo dai nugoli cangianti dei moscerini che volteggiavano sui cavalli sudati. Sveg

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