Capitolo XXVII Anna stava davanti allo specchio, appuntando, con l'aiuto di Annuška, l'ultimo nastro al vestito, quando sentì un rumore di ruote che calpestavano la ghiaia dell'ingresso. "Per Betsy è ancora presto - pensò e, guardando dalla finestra, vide una carrozza dalla quale uscirono il cappello nero e le ben note orecchie di Aleksej Aleksandrovic. - Che disdetta! Possibile che venga qui a passar la notte?" e le parve così orribile e pauroso quello che poteva venirne fuori che, senza riflettere un attimo, gli uscì incontro col volto allegro e luminoso, e, sentendo vivo in sé lo spirito della menzogna e dell'inganno, subito vi si abbandonò, e cominciò a parlare senza sapere neppure lei cosa diceva. - Oh, come ciò è gentile! - disse, dando la mano al marito e salutando con un sorriso

